Anna Folchi, di origine fiorentina, attualmente risiede a Monza, in provincia di Milano.
Anna inizia a raccontare la sua collaborazione con “Fabula”, una casa di produzione televisiva, come “anchor-woman” in una serie di programmi sui segni.
La collaborazione cominciò nel 1992. Ma l’idea di realizzare i video c’era già prima: il marito *(nome?*)* notò questo interesse di Anna del ricercare i segni e analizzarli, ma non lo vedeva concretizzare in spiegazioni “trascritte”. Intanto il tempo passava e l’idea rimaneva sempre astratta. 
Ci fu un tentativo anche con Virginia Volterra: durante una vacanza in montagna il marito la coinvolse per convincere la Folchi a documentare queste analisi (pure la linguista pensava fosse utile divulgarle), ma dato che la tecnologia e le tecniche di auto-registrazione erano ai primi passi, anche qui nulla si realizzò.
Il marito, per nulla scoraggiato, continuò a cercare persone che potessero essere interessate ma soprattutto esperte nella registrazioni audio-visive e la sua sfida ebbe vittoria: riuscì a scovare, tramite un conoscente esperto di computer, una ditta che produceva delle cassette audio-visive e che le poteva trasmettere in onda, in un cinema o alla televisione.  
Con un accordo ufficiale, in cui era presente anche Emiliano Mereghetti, si arrivò finalmente alla realizzazione del Periodico Audiovisivo in LIS con informazioni sulla lingua e la cultura dei sordi.
Anna, con questa esperienza, comprese quanto duro fosse il lavoro del mondo cinematografico e quanto tutto dovesse essere elaborato nei minimi dettagli come le luci, le riprese, il trucco, ecc. 
In seguito, il Periodico fu trasformato in un videolibro di sette capitoli del libro “Linguaggio e sordità” (Caselli, Maragna, Volterra) in cui ricercatori, docenti ed educatori sordi segnanti riportano in lingua dei segni il contenuto di ogni capitolo del volume.
Anna racconta anche dell’organizzazione e della logistica di questo lavoro: per una videocassetta di mezz’ora c’era un lavoro di tre/quattro giorni, per i sottotitoli c’era il lavoro di traduzione LIS/italiano delle interpreti, talvolta c’erano difficoltà linguistiche nella traduzione dalla LIS alla lingua italiana… Un lavoro tosto per cui si faticava dalla mattina alla sera ma nonostante ciò si credeva fortemente nel progetto e si andava avanti. 
Purtroppo dopo la quarta produzione il lavoro si è dovuto interrompere per la mancanza di profitti. Anna conclude sostenendo che la fine di questo progetto fu un grande peccato per la Comunità dei Sordi.