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Irene e Anna Maria ci raccontano della loro esperienza come CODA. Nei loro ricordi, affermano di non essersi mai vergognate o sentite diverse per il fatto di essere figlie di sordi e di aver avuto un'infanzia spensierata e ricca di tantissimi viaggi ed esperienze vissute con loro.

In particolare, Irene ricorda con grande gioia le feste di Carnevale in via Tagliamento, durante le quali ballava e giocava liberamente tutto il tempo, sentendosi la bambina più felice del mondo.

Tutt'ora a distanza di anni sentono molto la mancanza di entrambi i genitori: la presenza e le chiacchiere con la mamma e i momenti passati con il papà, la cui prematura improvvisa scomparsa resta una ferita inguaribile.