Ginetta Rosato prosegue il racconto sul suo percorso scolastico e ricorda come abbia superato l'esame del terzo anno senza neanche affrontare la prova orale poiché la professoressa d’italiano invita la commissione a non rivolgerle domande dal momento che il suo compito scritto è stato valutato come il migliore di tutti. In questa occasione riceve nuovamente i complimenti dal corpo docenti e si sente veramente orgogliosa di sé. Ottenuto il diploma, Ginetta è combattuta se tornare nel suo paese o continuare gli studi e iniziare l’università intraprendendo la facoltà di architettura.

Complice anche il fidanzamento con un suo compagno di classe udente, intenzionato anche lui a frequentare la facoltà, Ginetta decide di iniziare il percorso accademico. Siamo nel 1969-1970 periodo delicato per la realtà universitaria. L'inizio non è affatto semplice: Ginetta deve svegliarsi all’alba per poter occupare il posto, a causa della poca disponibilità di banchi rispetto al numero degli studenti.

Questa ed altre difficoltà la inducono ad abbandonare gli studi e a passare due anni, come scherzosamente le piace dire, di “vagabondaggio”, nonostante l’insistenza della madre che premeva affinché si trovasse un'occupazione. Alla fine decide di recarsi alla Sezione Provinciale di Roma dell’Ente Nazionale Sordi. Il Presidente in quel momento è Aldo Petrucci, il quale, durante il loro incontro, le consegna un foglio azzurro con su scritta una via. Solo in un secondo momento Ginetta scoprirà la corrispondenza del foglio azzurro con una proposta per un lavoro di un certo livello e ben pagato (mentre ricevere un foglio giallo corrispondeva ad un lavoro ben più modesto).

L'indomani, ignara, si reca nel posto indicato, ma solo una volta entrata le viene detto di trovarsi in una banca. Così lunedì 24 ottobre 1972 Ginetta inizia ufficialmente a lavorare. Dopo soltanto una settimana le arriva un cospicuo stipendio in contanti, con sua grande meraviglia e gioia. Conclude così il racconto, riportandoci l'immagine di lei, giovanissima, intenta a contare i soldi, felice del suo nuovo lavoro.