Luigia Rosato si presenta e racconta le sue esperienze presso l’Istituto Assarotti, dove viene iscritta all’età di 3 anni. Trasferitasi assieme alla zia materna, dalla quale riceve il nomignolo affettuoso di Ginetta, giunge a Torino in tenera età. Nel 1950 a Torino esistono ben due istituti che ospitano giovani sordi: l’Ottavo Giovanni Battista Assarotti e il Lorenzo Prinotti, ai quali, 15 anni più tardi, si aggiungerà il Pianezza.

Attualmente i primi due sono chiusi mentre l'ultimo, il più recente, è ancora attivo, sebbene conti un numero davvero ridotto di studenti. L'esperienza di quegli anni è ben impressa nella memoria di Luigia, che racconta quei giorni con nostalgia: ricorda il sapore delizioso della cotoletta, della polenta , del budino e di tutte le specialità che offriva l'istituto. Numerosi i momenti divertenti trascorsi insieme ai suoi compagni al Luna Park dove, nel mese di febbraio, si recavano ogni martedì e sabato.

L'unica incombenza era la sveglia presto per la messa mattutina, in quanto a loro non spettavano nemmeno le pulizie essendo a carico del personale dell'istituto. L’unica pecca dell’istituto era la tendenza a trascurare la cura dell’ igiene personale, a cui però Luigia non ha mai rinunciato trovando il modo di lavarsi di nascosto.