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Anna Maria Peruzzi racconta la sua infanzia. Nata a Roma e cresciuta in una famiglia sorda, tanto amorevole quanto laboriosa, trascorre le sue giornate nel negozio di sartoria del padre, in Via dei Latini, presso il quartiere romano di San Lorenzo.

In questa zona, storicamente nota per essere stata una delle più soggette al bombardamento durante gli anni della guerra, tutti conoscono la sartoria del signor Peruzzi presso cui moltissimi clienti sordi e udenti si recano anche solo per una chiacchierata con il proprietario e con i suoi dipendenti (tutti sordi, eccezion fatta per una sola dipendente udente, assunta per comunicare agevolmente con i clienti).

Grazie alla notorietà ottenuta nella propria zona e alla capacità comunicativa, l’uomo non viene mai etichettato come “muto” o “sordo”, basta chiedere del sarto in Via dei Latini che tutti nel quartiere sanno a chi ci si riferisca.

Anna Maria ricorda infine come il padre, orgoglioso di lei, facesse sfoggio delle sue capacità in presenza di clienti curiosi, dicendole alcune parole a voce che lei traduceva in lingua dei segni lasciando tutti a bocca aperta. Soddisfatte le richieste, la bambina otteneva dai presenti una piccola ricompensa, che consisteva in soldi o gelato, doni inaspettati ma graditi al tempo stesso.