Stampa
Visite: 63

Dopo il festival, Grace non si fermò. Al suo ultimo anno delle scuole superiori, fu invitata da Ginetta Rosato a recitare al Laboratorio Zero. Lei era così contenta, adorava i suoi spettacoli teatrali!

Proprio durante le esercitazioni in “Trappola per i Topi”, Grace aveva difficoltà per la distanza ma, terminata la scuola, riprese le prove. È stata nel Laboratorio Zero per più di 10 anni. Il primo spettacolo che Grace ricorda bene è quello di “La casa di Bernarda Alba”, rivisitata per il 30° anniversario del Laboratorio Zero (il primo è stato nel 1997, e prima si usava l’italiano segnato). Una novità è stata quella di dover imparare a studiare dal copione cosa che non Grace non aveva mai fatto prima. Con la continua comparazione tra la lingua dei segni e la lingua parlata, sfruttando a volte la bimodalità.

Impara a gestirsi, ad approfondire le sfumature di ruolo e, allo stesso tempo, capisce che c’è un linguaggio settoriale nell’ambito teatrale. Comprende quindi diverse tecniche che le consentono di acquisire competenze nell’adattamento artistico culturale del testo in LIS. C’è stato anche “Rumori fuori scena”, il primo spettacolo realizzato da attori udenti e sordi insieme: vi erano dubbi sull’integrazione e sulla riuscita dello spettacolo ma, alla fine, è stato un lavoro di gruppo bellissimo, gli udenti parlavano e i sordi segnavano, “mescolando” le due lingue.

Tornata dopo un viaggio all’estero, Grace viene invitata di nuovo a recitare insieme a Giuditta Cambieri (con il partner responsabile di Quirino) nello spettacolo di “Aspettando Beckett”, sempre tra udenti e sordi. In tutto erano circa 30 persone e si dividevano in diversi gruppi in ognuno faceva una performance diversa! Prima di ogni spettacolo ci si prepara, si prova, si esercita. Ci sono anche dei workshop e seminari e tanto altro. C’è stato anche un workshop a Regello, nei dintorni fiorentini, in cui Grace ha partecipato per curiosità ed era organizzato da un team di persone udenti provenienti da Lussemburgo, Spagna e Italia. Si è stimolato tanto l’interesse, lo studio, il coinvolgimento all’interno di uno spazio teatrale, le luci di riferimento, il palco. In quest’occasione, Grace capisce il valore del teatro, il quale racchiude così tanta storia all’interno, le emozioni che si provano sia quando si sta sul palco che quelle di chi guarda così come anche le emozioni che si provano nel lavoro di gruppo.

Questo workshop è servito ad approfondire il significato del mondo dello spettacolo. Un altro spettacolo del Laboratorio Zero è “Un tram chiamato Desiderio”: un lavoro non facile, lungo, ripetuto ogni anno per tre volte, ruoli particolarmente difficili (adatto per attori più esperti). Alla terza volta, tutti erano ormai immersi nel proprio personaggio tanto che la stessa Grace si è commossa (nel ruolo di una matta sul palco - ruolo che non ricopre quotidianamente). Ci ha pure ricavato un baule, un oggetto di spettacolo che l’ha accompagnata in tutte le sue esibizioni e al quale è rimasta affezionata e lo ha riposto poi nella sua casa. Le competenze artistiche di Grace sono differenti tra spettacoli, cortometraggi, preferisce più fare canzoni LIS che poesie, partecipa attivamente ai seminari e workshop e, di recente, ha anche fatto monologhi. L’attrice continua a dispiacersi per l’assenza di una scuola teatrale sorda in Italia. Ne aveva vista qualcuna, l’IVT in Francia, il Manu in Norvegia.

Uno dei suoi sogni è quello di creare uno spazio dedicato ai Sordi, senza dover fronteggiare iter burocratici. A parte questo, si definisce formata solo grazie alle esperienze. Grace ha avuto anche la possibilità di lavorare come aiuto-regista con il cast di “I Figli di un Dio minore”, occupandosi più dell’adattamento linguistico, sociale e teatrale tra udenti e sordi. È stato uno dei lavori più belli, perché ha potuto comprendere he non è così facile come sembra: il saper collegare il carattere o la personalità di qualcuno ad un personaggio, affiancare chi non ha esperienza a chi invece è esperto, capire i pensieri di ogni singolo attore. Grazie a questo progetto ha stretto una bella amicizia con Giorgio Lupano.

La carriera lavorativa di Grace è iniziata da proprio da esperienze. È stata anche invitata come giudice dal Festival a Foggia: comprende anche un altro ruolo così importante e dove si valuta tutto a livello matematico. C’è una tabella con punti predisposti in base al costume, all’originalità, al messaggio metaforico di uno spettacolo, la chiarezza del linguaggio rivolto al pubblico, la scenografia; non è un lavoro facile, e bisogna rispettare il voto di un altro giudice. I gusti personali non rientrano perché è necessario essere imparziali.

Aver avuto la possibilità di ricoprire diversi ruoli in questo campo le ha permesso di crescere dal punto di vista lavorativo, non si ferma e prosegue ancora con la sua carriera da attrice. Come lei stessa cita, “La vita è piena di sorprese”!