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Anna Folchi questa volta racconta del raduno mondiale Deaf Way avvenuto nel 1989. Ce ne sono stati altri, ma secondo lei, il primo è sempre il più importante.

Quelli erano anni di gran fermento per la lingua dei segni nel campo della ricerca, erano frequenti ed attivi i contatti e gli scambi con il mondo del CNR, con persone come Elena Pizzuto, Virginia Volterra, Serena Corazza, ecc. si erano sviluppati ed intensificati legami. L’atmosfera era molto vivace e bella.

Proprio in quel contesto ad Anna arriva una richiesta particolare: partecipare al raduno Deaf Way con una relazione sulle differenze linguistiche locali (italiane), certamente gli americani si sarebbero incuriositi. E lei accettò questa nuova esperienza.

A questo punto ci fu la raccolta dei materiali e la traduzione di Elena Pizzuto, eccellente con il suo inglese privo di accenti stranieri, pareva un’americana!

In America Anna dormì alla Gallaudet (gratuito per i relatori) e partecipò ad un evento che ricorda come un grande evento invaso da sordi provenienti da tutto il mondo! “Sembra che nel resto del pianeta non ci sia nessuno, sono tutti lì!”.

L’organizzazione per quanto ricca e stimolante secondo lei ha un difetto: tante relazioni interessanti si svolgono nello stesso tempo ed è un vero peccato dover scegliere!

Poi toccò a lei, uno spazio relativamente più piccolo rispetto a quello dei relatori famosi, un pubblico ricercato (sempre grazie all’aiuto di Virginia e ai suoi contatti sparsi per il mondo) e tanta emozione (in quel periodo non ero abituata a fare gli interventi in pubblico). Andò tutto bene, gli americani si incuriosirono sugli aspetti linguistici e rimasero colpiti dagli esempi delle differenze linguistiche locali (a Roma per esempio le differenze dei segni per uno stesso significato tra due istituti per sordi diversi). Le fecero tante domande. Ci furono molti spunti per nuove riflessioni.

La relazione ebbe successo.

Descrive anche di tanti scambi e incontri in quel raduno. Tutte esperienze che le hanno lasciato ricordi indelebili e per questo sarà per sempre grata al gruppo del CNR, a Virginia Volterra ed Elena Pizzuto che l’hanno spronata a partecipare.

Davvero una bella esperienza!