Mi chiamo Emiliano Mereghetti (mostra due segni nome, uno per il nome e uno per il cognome). Voglio raccontare la storia dell’associazionismo dei Sordi in Italia prima della nascita dell’Ens.

Si conosce la storia della fondazione dell’Ens ma è importante conoscere anche il percorso precedente alla sua creazione. Una volta la società non considerava le persone sorde perché non le considerava né intelligenti e né capaci di acquisire autonomia. In alcune delle grandi città cominciarono quindi a nascere le prime associazioni di mutuo soccorso proprio per tutelare le persone sorde attraverso servizi di assistenza, finanziamenti, ecc. L’istruzione c’era già, nel 1874, con la scuola prima a Roma e poi nel resto d’Italia. Ma non bastava. I sordi venivano comunque relegati ai margini della società, come una pianta messa in un angolo, perché incapaci di ragionare. Alcuni sordi, svegli ed in gamba, hanno cercato così di raggruppare altri sordi e formare delle associazioni. La prima associazione è stata fondata a Milano nel 1874, si chiamava “mutuo soccorso Cardano”.

Si organizzavano incontri, si cercava di cementare l’unione, si dava assistenza a chi aveva problemi di lavoro. Il lavoro era di tipo manuale, artigianale. Ma ancora non era abbastanza. Grazie al lavoro di Prestini la società di mutuo soccorso cominciava a svilupparsi e a diffondersi. Prestini era un uomo in gamba, dal grande carisma, intelligente e vestito sempre elegante. Ed era molto motivato infatti incitava le persone sorde a fare di meglio e a diffondere nelle varie città, soprattutto in quelle grandi, per quelle piccole bisogna aspettare ancora, la creazione di associazioni di mutuo soccorso. Anche durante la guerra i sordi hanno continuato ad incontrarsi e riunirsi.

Nel 1920 ci fu il primo grande convegno nazionale dei sordi a Genova a cui affluirono molti sordi da più parti d’Italia. In quell’occasione partecipò anche Prestini con un discorso per promuovere il suo progetto di associazionismo al fine di diffonderlo e per infondere nei sordi la fiducia nelle proprie capacità. Stessa cosa fece al secondo convegno che ci fu a Roma nel 1922. Da quel momento fu rapida la nascita di varie associazioni dei sordi. In Lombardia la diffusione fu capillare. Anche Trieste fu coinvolta e lì Prestini conobbe Jeralla, allora un giovanotto, il quale fu conquistato dal suo carisma e affascinato dai suoi modi tanto che cominciò a seguirlo in tutto come una presenza fissa al suo fianco.

La strada per creare un’unica vera associazione dei sordi a livello nazionale era però ancora lunga e bisognerà aspettare fino al 1932 quando ci fu a Padova l’incontro tra tutte le associazioni dei sordi durante il quale si suggellò il “patto di Padova”. Solo l’associazione di Alessandria si ritirò.

Prestini si diede molto da fare in quell’occasione in cui fu deciso di presentare il progetto di formare un’unica associazione al Governo che però tentennava e ritardava nella risposta. Risposta che arrivò solo nel 1942. Prestini già non c’era più, era morto un anno prima. Ugualmente bisognava rendergli onore per tutto ciò che aveva fatto. Jeralla, che lo aveva seguito come un fratello e come un maestro, volle proseguire la sua strada.

Così è stato il percorso fino alla nascita dell’ENS attraverso varie approvazioni ufficiali e con la nascita delle sezioni provinciali nel 1950.

L’ho fatta breve ma credo che la storia sia ugualmente sostanziosa. Ciao.