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Emanuela Cameracanna nutre, fin da piccola, grande interesse per lo sport. Seguendo le orme di suo padre, ex giocatore della Lazio e della squadra di sordi dell’Istituto Gualandi, la Cameracanna entra a far parte della squadra di calcio tutta al femminile dell’Istituto per Sordi Fabriani. Un trampolino di lancio che la porta, qualche anno dopo, a giocare nella squadra femminile della Lazio.

Nel frattempo Aurelio Chiappero, dipendente del CONI e collaboratore della FISS, ha un’idea: nell’Istituto Magarotto di Roma trasforma un gruppo di giovani atleti sordi nella prima squadra di pallamano italiana.

Un contributo importantissimo nel mondo dello Sport che porterà di lì a poco alla nascita di diverse squadre di pallamano. Un anno dopo vede la luce anche la prima squadra femminile di sorde.

Emanuela Cameracanna ne fa parte e sotto la guida dell’allenatore Ezio Ragnes, tanto abile quanto esigente, inizia questo incredibile percorso. Dopo aver vinto lo scudetto con la squadra giovanile, passa in prima squadra femminile udenti; Emanuela e l’amica Luigia Rosato sono le uniche due giocatrici sorde.

Non la ferma nemmeno la gravidanza, Emanuela continua a giocare instancabilmente fino al sesto mese.