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In questa intervista Penny Boyes Braem sottolinea l'importanza della ricerca sulla Lingua dei Segni e si sofferma in particolare sull'evoluzione degli studi che ha portato negli anni ad una sempre maggiore attenzione nei confronti delle componenti non manuali e non lessicali come elementi imprescindibili per l'analisi e la comprensione del discorso.  Ribadisce inoltre il parallelismo nell'uso dei gesti come strategia ricorrente a sostegno della prosodia nelle lingue vocali. In conclusione riporta le ricerche che sono state condotte insieme al marito, direttore d'orchestra, riguaro l'uso della mano non dominante durante la direzione di un concerto. La mano non dominante tende ad eseguire dei movimenti che richiamano le "dimensioni" del suono che in ogni momento del concerto deve essere eseguito.