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Paolo Rossini saluta e si presenta.

Racconta che nel 1983 è chiamato da Maria Luisa Franchi e da Virginia Volterra per un’intervista sulla storia dei segni. Paolo arriva all’appuntamento previsto, e gli viene chiesto di segnare le immagini prodotte su un quadernone senza conoscere la motivazione. Al termine dell’intervista chiede una spiegazione al riguardo e gli viene detto che si sta facendo una ricerca sulla LIS, allora acronimo sconosciuto, anche Paolo non lo conosceva. Nel 1984 viene invitato ad un corso di insegnamento della LIS organizzato dalla Regione Lazio, in qualità di tirocinante di un docente sordo, Benedetto Santarelli. Benedetto, ai suoi occhi, è un docente competente, mentre Paolo ha ancora tanto da apprendere. Non si sente sicuro ma viene tranquillizzato sul mestiere di insegnante che avrebbe imparato un po’ alla volta. Nel 1987 Paolo va a Torino per partecipare ad un corso di formazione tenuto da un docente americano, (Clayton) Valli; in quell’occasione impara nuovi argomenti anche se gli sembrano non ancora sufficienti. Quando Paolo ritorna, inizia ad insegnare, ma ha ancora dei vuoti da colmare. A Perugia Paolo partecipa ad un incontro organizzato, tra gli altri da Elena (Pizzuto) di ritorno dall’America e da alcuni docenti americani sordi.  Lì apprende metodi nuovi, molto visivi e facili, differenti da quelli imparati prima. Ritorna a Roma e migliora i suoi approcci con l’insegnamento, cominciando a collegare tutto ciò che aveva imparato. Malgrado la continua formazione lui non si sente ancora pienamente completo.

Intanto cominciano a fioccare proposte di lavoro, soprattutto dal CNR. Una di queste riguarda la raccolta di interviste a persone sorde anziane; lui riesce a raccogliere ben 12 interviste, compresa una a suo padre.  Nel 1989 porta questo lavoro in America, all’evento del Deaf Way, un’organizzazione annuale dell’Università di Gallaudet, in Washington, molto popolare e molto frequentato dai sordi. Al momento del suo intervento, Paolo, alla visione di questo vasto pubblico, si emoziona tanto e teme di fare gaffe, essendo la sua prima volta. Inizia a segnare anche se non vede niente perché oscurato dalle luci principali puntate su di lui, segna così veloce che Serena Corazza gli fa cenno di segnare piano per gli interpreti. Dopo la relazione il pubblico inizia a fargli domande alle quali Paolo non sa rispondere, per fortuna ci pensa Serena con i suoi interventi a rispondere per lui. Ha collaborato alla stesura di un nuovo libro, “Passato e Presente” con Virginia Volterra, Paola Penna e Laura Rampelli. Ora il libro non è più in vendita. In Europa si organizzano dei workshop per la ricerca dei segni con docenti provenienti da ogni nazione. Per partecipare è necessario presentarsi come associazione. Così nel 1989 nasce il Gruppo SILIS. Anche ad Ariccia si organizza un meeting con sordi provenienti dall’America e dall’Europa. Paolo segue tutto il workshop e ne esce soddisfatto, con tanti argomenti appresi ma non si sente ancora qualificato come un vero professore per insegnare la LIS. Nel 1992 circa, Elena Pizzuto tornata dall’America, organizza insieme al Gruppo SILIS, un corso in cui insegnare il metodo VISTA, e finalmente Paolo inizia a sentirsi quasi pronto. Con altri aggiornamenti nel 1994/1995 Paolo si sente più sicuro e torna a insegnare e continua per tanto tempo. Nel 2000 gli viene chiesto di lavorare anche con i bambini. Per lui è un impatto considerevole, deve passare dalle persone adulte ed udenti ai bambini piccoli. Riesce a trovare il metodo adatto e continua a lavorare con i bambini per dieci anni. Questo lavoro, considerato sperimentale, viene raccolto e pubblicato, insieme al CNR, in Italia, e diffuso in Russia e in Inghilterra. Paolo smette di insegnare ai bambini nel 2010 e agli adulti nel 2012.