In questa sezione troverete i contributi di studiosi e ricercatori nei seguenti ambiti: linguistico, antropologico e sociologico. In particolare troverete articoli scientifici e tesi di laurea su temi inerenti a questi campi di indagine.



Viene chiesto a Virginia Volterra di raccontare l’inizio delle ricerche sulla LIS in Italia. Ecco la sua testimonianza. “Non ho iniziato le ricerche da sola ma c’erano già in Italia alcune persone interessate a studiare la comunicazione dei sordi. A Bologna c’era un medico Massimo Facchini, e mi piace ricordare il suo nome, che si occupava della protesizzazione ed intervento logopedico con i bambini sordi ma il suo vero interesse era la storia della educazione. Che cosa era successo nel passato? Come si era arrivati al famoso Congresso di Milano? Io conoscevo Facchini fin dall’infanzia come grande amico di mia sorella Laura, (io stessa sono nata a Bologna anche se poi mi sono trasferita a Roma all’età di 4 anni), e così rincontrandolo dopo molti anni, quando mi occupavo dell’acquisizione del linguaggio ovvero come i bambini udenti imparano a parlare lui mi ha spinto ad occuparmi dei bambini sordi. Mi ha invitato a Bologna e mi ha parlato delle sue ricerche sulla storia dell’educazione che ho trovato estremamente interessanti. Quindi esisteva già a Bologna questo gruppo che nel 1979 pubblica un volume molto importante “Dal Gesto al Gesto”. Il libro conteneva diversi interventi relativi alla storia del Congresso di Milano, alla storia della educazione dei sordi, ma conteneva anche la traduzione italiana di un lavoro sull’iconicità condotto dal Gruppo di ricerca guidato da Ursula Bellugi e anche la traduzione dal francese di un breve saggio di un altro autore importante Bernard Mottez. Questo dimostra che fin dall’inizio la ricerca italiana è stata influenzata sia dalle ricerche condotte negli Stati Uniti, in una prospettiva più psicolinguistica sia dalla ricerca condotta in Francia in una prospettiva più sociolinguistica.

Torniamo ai gruppi attivi in Italia, oltre a quello di Bologna c’era il gruppo di ricerca presso l’Istituto di Psicologia del CNR di Roma, dove era già cominciata la ricerca su come insegnare a parlare ai bambini sordi. Da un soggiorno negli Stati Uniti avevo visto che lì nell’educazione dei bambini sordi si utilizzavano molto i segni. Ma allora che cosa succedeva in Italia? Così ho cominciato a guardarmi intorno, a bussare alle porte di circoli, alle case di persone sorde e a chiedere ma qui in Italia si usa la lingua dei segni? anzi all’epoca non si usava questo termine ma solo il termine “mimica”. La risposta che ricevevo era che in Italia i “Sordi parlano” Ma io ricordavo benissimo che da piccola, a Roma, vedevo tanti sordi vicino a via Nomentana, a Porta Pia, comunicare con le mani, ridere, conversare. Avevo visto con i miei occhi che c’era una comunicazione, come era possibile che fosse sparita!”