Nel corso del tempo i paradigmi educativi sono molto cambiati. Come si è evoluta la didattica? Parleremo del modello pedagogico adottato.

Grace si presenta e racconta del suo percorso di laurea in Storia, Antropologia e Religioni. La sua tesi si suddivide nei seguenti capitoli: 

• introduzione dei contesti sociali e lavorative delle persone sorde prima e dopo il Congresso di Milano nel 1880 e la consapevolezza della lingua dei segni; 

• legge n° 517/1977, ovvero l’integrazione dei bambini sordi nelle scuole statali e che ha creato nuovi ruoli all’interno delle scuole: educatori, assistente alla comunicazione, insegnante di sostegno ecc.; 

• l’ultimo verte sull’osservazione di Grace su situazioni reali e concrete dopo la legge 517/1977, degli istituti specializzati per sordi e l’analisi dei pro e contro.

Grace, infatti con questa tesi, è fermamente convinta che l’impatto della legge soprascritta abbia danneggiato in parte l’istruzione, in quanto non erano stati definiti ruoli precisi come modello di riferimento per un bambino sordo tantomeno vi erano metodi adatti.  Un impatto che mette a “specchio” due comunità, quella udente e quella sorda. 

Da una parte si è potuta sensibilizzare la comunità udente, divulgando la lingua dei segni e realizzando diverse tecnologie, dall’altra parte, invece, ha danneggiato la comunità sorda rendendola più debole: il senso di solitudine di un bambino sordo in una scuola di udenti, senza modelli educativi di riferimento e dunque anche una carenza di coinvolgimento anche nei contesti creativi quali il teatro e lo sport. Grace pensa che la storia degli Istituti specializzati sia fondamentale per la comunità Sorda, in quanto è stata testimone di luoghi di creazione della stessa comunità, della lingua dei segni: un patrimonio dal punto di vista linguistico e sociologico per una persona Sorda.

La legge 517/1977 presenta anche un paradosso utopistico: si parla di integrazione quando sia i sordi che gli udenti vengono inseriti in una classe in maniera paritaria; invece su 20 bambini udenti, ci sono solo 2 sordi (1 se in presenza di un altro bambino con una disabilità diversa). L’integrazione non sembra nemmeno essere efficace, per via della lingua poiché si utilizza un canale diverso da quello adeguato per i sordi. I modelli di riferimento dovrebbero essere diretti, almeno linguisticamente, evitando proprio la carenza di autostima e la sensazione di diversità come disabilità.  Grace ci racconta pure il suo passato in questi luoghi che le hanno permesso di concentrarsi sugli obiettivi concreti e allo stesso tempo di godersi culturalmente la propria esperienza scolastica. 

Un altro esempio concreto è la distinzione delle Deaflympics dalle Paraolimpiadi, perché la Sordità è un’etnia, non una disabilità, poiché ha una sua storia, una cultura e tradizioni proprie. Il punto conclusivo che Grace definisce è quello il necessario ritorno alle origini: una classe composta di tutti i sordi, un modello educativo sordo, riprendere il materiale e i metodi degli educatori sordi, lavorare sul rafforzamento dell’identità del bambino sordo tenendo conto della cultura sorda e delle sue origini.