Nel corso del tempo i paradigmi educativi sono molto cambiati. Come si è evoluta la didattica? Parleremo del modello pedagogico adottato.

Romilda è una donna sorda di Cesena, è una pedagogista ed ha una grande passione per il suo lavoro. Non si occupa solo di bambini ma anche di giovani e di adulti. Dopo la laurea ha intrapreso un percorso di specializzazione ed ha studiato come la scuola, la famiglia e la società influenzino fortemente la crescita dell’individuo sia positivamente che negativamente . E’ inoltre stata all’estero dove ha approfondito i sui studi sui bambini sordi, sull’acquisizione dell’identità, della lingua, dei rapporti con la famiglia e su come la scuola e la società possano contribuire positivamente alla crescita del bambino. L’obiettivo principale dei suoi studi è l’autonomia dell’individuo. Romilda sostiene che non è facile per le persone sorde arrivare ad una piena autonomia ma che fortunatamente in questi anni molte difficoltà sono state superate e che esistono delle strade alternative che i sordi possono percorrere con successo. Romilda ha fatto molte esperienze lavorative in diversi ambiti ed ha fornito consulenze soprattutto in ambiti scolastici e familiari, dove è necessario intervenire con più determinazione per trovare un metodo educativo efficace e funzionale. Romilda ha una sua filosofia secondo la quale nella vita ci sono tre “scatole” fondamentali: la prima scatola è quella della famiglia (che comprende abitudini e tradizioni), della lingua appresa (sia essa vocale o dei segni), della scuola, dei compagni (o dell’università, del lavoro); la seconda è la sfera personale, quella dei propri pensieri, dei gusti, della personalità; la terza è quella del mondo che ci circonda, della quotidianità. Se queste tre scatole non vengono curate ed alimentate e non sono in comunione e in relazione tra di loro l’individuo può avere delle difficoltà e andare incontro a un impoverimento interiore, al contrario, curandole e “riempiendole” la vita potrà procedere al meglio ed in piena autonomia.