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Viene chiesto a Virginia Volterra di raccontare come è stato preparato e organizzato il terzo Simposio di ricerca sulle Lingue dei Segni a Roma (SLR ‘83).

Ecco la sua testimonianza:

Tornata in Italia dal secondo Simposio di Bristol (SLR ‘81) mi sentivo molto spaventata anche se Stokoe mi ha detto di stare tranquilla che mi avrebbe aiutato. Ma come? all’epoca non esisteva internet e quindi abbiamo cominciato a mandare avanti indietro un quaderno dove ciascuno di noi scriveva le sue note e poi lo mandava all’altro per posta. Io scrivevo e mandavo a Stokoe e lui mi rispondeva dandomi consigli organizzativi. In questa pagina si vede sia la mia scrittura che quella di Stokoe. Intanto anche a Roma procedeva l’organizzazione del Simposio. Il gruppo era formato da colleghi del CNR, e da Serena Corazza che nel 1982 si era trasferita a Roma per lavorare con noi nell’organizzazione dell’evento. Primo problema l’interpretariato e la formazione degli interpreti e poi come imparare la lingua dei segni.

All’epoca non esisteva nessun corso, quindi Serena Corazza ha iniziato il primo corso LIS all’interno dell’Istituto di Psicologia del CNR sempre a via dei Monti Tiburtini, aiutata da Elena Radutzky che aveva già frequentato negli Stati Uniti un corso di ASL e così noi cercavamo di imparare. Per questo sono così somara! Sono stata una cavia!!

Chi era il gruppo che imparava con me i segni? Alcuni colleghi ricercatori del CNR, due logopediste, Piera Massoni e Sandra Beronesi, Teresa Ossella che era logopedista all’ospedale pediatrico Bambin Gesù con il quale era già attiva una collaborazione. C’era nel gruppo anche un genitore, la mamma di Violante Nonno. Non mi ricordo chi erano altri partecipanti. C’era una bella atmosfera e tutti eravamo interessati a imparare.

Poi abbiamo cominciato altri contatti con altri sordi e abbiamo invitato anche Maria Luisa Verdirosi che all’epoca lavorava all’ENS, per cominciare la formazione degli interpreti per il Simposio. La Veridirosi ha cominciato il suo lavoro con un piccolissimo gruppo, erano in tre: una giovanissima Maria Luisa Franchi, una insegnante dell’Istituto Magarotto, Anna Maria Tramonti e la giovane Anna Maria Peruzzi. Hanno lavorato tantissimo insieme per diversi mesi, ma per i particolari di questa storia dovete intervistare direttamente loro.